Backpackers e Ostelli nell’era del Web 2.0 : un’indagine netnografica

« Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»

«Dove andiamo?»

«Non lo so, ma dobbiamo andare »

(Jack Kerouac – On the road)

 

Questa settimana pubblichiamo una ricerca netnografica davvero interessante, data anche la stagione vacanziera ormai alle porte. La ricerca si intitola “Backpackers e Ostelli nell’era del Web 2.0 : Un’ analisi Netnografica sul tema Hostels e Backpackers”, ed è il risultato di un ottimo lavoro di gruppo svolto da alcuni studenti del corso di Comunicazione Aziendale tenuto dal Professor Alex Giordano (Facoltà di Economia di Urbino). Nello specifico gli autori della ricerca sono: Ilario Lucio Falcone, Alex Buroni, Giacomo Migani, Angela Vinciguerra, Antonietta Marrazzo e Simona Scuncio.

Questo lavoro di ricerca [scarica qui] si pone come scopo quello di analizzare la web tribe degli Ostellanti in un’ottica socioantropologica per fini di Marketing. L’analisi, per lo più qualitativa, è stata condotta su un campione di circa 100 siti (sia italiani che stranieri), tra motori di ricerca, blog e forum inerenti le tematiche del backpacking, dei viaggi in generale ed anche in contesti multi-tematici.

L’analisi ha portato all’individuazione di alcune rappresentazioni culturali specifiche all’interno della web tribe e al riconoscimento di tre idealtipi ricorrenti nelle narrazioni di degli utenti. Ricollegandosi a Robert Kozinets, i netnografi urbinati distinguo i tre tipi ideali in base al grado di coinvolgimento profuso nelle loro discussioni.  Nello specifico identificano: a) il backpacker esperto, o Guru, che si caratterizza per la sua piena identificazione con i valori della tribù; b) il neofita, o Newbie, che si caratterizza per la sua ricerca incessante di informazioni e per il suo linguaggio esagerato e dubbioso; c) il Turista, che sta agli estremi della web tribe, partecipa alle conversazioni, produce materiale ma sembra non condividerne i codici e i valori.

L’analisi ha portato inoltre all’identificazione di alcune web tribe strettamente correlate a quella presa in esame e ad alcuni new trend degni di nota, che se correttamente monitorati potrebbero costituire nell’immediato futuro nuovi target su cui concentrarsi. In particolare gli autori ne individuano quattro: Flashpacker, Green Hostels, Family Hostels, Ladies Holstel. I ricercatori, inoltre, hanno condotto un’analisi che cerca di inquadrare il fenomeno “Ostelli” all’interno del fenomeno più ampio di ospitalità turistica, rilevandone punti di forza e di debolezza, oltre che minacce e opportunità (SWOT Analysis).

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  • Complimenti a tutti i ragazzi del team degli ostelli!!!!!!!!! 😉

  • Molto interessante! ci do subito un’occhiata. vediamo se avete parlato di noi 🙂

  • Laura DelVecchio

    Iniziativa davvero interessante….concordo nel dire che è un bel lavoro e che meritava di essere pubblicato!!!! 😀

    • Ricerca interessante!
      E’ vero: prima di partire le domande sono tante e diverse a seconda dell’esperienza.
      Una volta in giro, direi che una delle parole d’ordine sia “improvvisazione”. E qui concordo con Riccardo: conoscere, parlare, fermarsi, cavalcare l’onda, semplicemente “stare” e viversi… come nella vita!

      Visto che avete accennato al Gap Year, per la mia esperienza diretta e per il lavoro che porto avanti, credo sia davvero importante concedersi del tempo (non necessariamente un anno) e partire! C’è così tanto da imparare e la cosa che adoro è ritrovarmi con chi non sa nulla di me; è un’occasione per scoprirsi e per me è stata fondamentale!
      Le alternative sono tante: dal lavoro, viaggio itinerante, studio della lingua, volontariato internazionale e stage.

      Buon viaggio!

      Simona

      • Simona

        Dimenticavo,
        per chi avesse voglia di esperienze nei Paesi nel Sud del mondo, volontariato internazionale e stage, un’idea può essere:
        http://www.projects-abroad.it

  • Ileniapirani

    Bravi ragazzi…ora voglio un autografo xò…:P

    • Alex Buroni

      uno alla volta e risolviamo anche questo problema :p

  • Giuliana Madonna

    Ragazzi davvero complimenti a tutti…meritava davvero di essere pubblicato…braviiiiiiiii! 

  • Ottime considerazioni, leggendo si scoprono aspetti sociologici comuni agli “addetti ai lavori” che mi erano sfuggite.

  • Riccardo

    Bel lavoro ragazzi! Quale ‘pioniere’ (leggi:Don Chisciotte) dell’anno sabbatico ed appassionato di surf (da onda) trovo grandi affinità tra le tipologie di ‘backpackers’ e di ‘surfisti’ .. ma, d’altronde, esiste già una forte correlazione tra viaggio/surf e vita.
    Se posso permettermi un indicazione: ok iphone, ipad e tutti gli strumenti per rimanere collegati, ma quando si viaggia soli con il proprio piccolo zaino è così bello e rigenerante .. non essere collegati e godere di quei piccoli momenti di presenza dove non c’è nulla da ricercare (.. mi spiace, qui esce la mia tipologia ‘guru’ :-).
    Buon viaggio!
    Riccardo
    http://www.annosabbatico.it

    • Grazie per l’apprezzamento Riccardo. Sui surfisti purtroppo non abbiamo trovato molto materiale, ci sarebbe piaciuto parlarne di più.
      Comunque per quanto mi riguarda hai perfettamente ragione: il viaggio è un momento per staccare la spina, rigenerarsi e crescere. Infatti è solo un sottogruppo e non tutti i Backpackers, denominati Flashpackers, i “fissati” della tecnologia che non possono farne a meno nemmeno on the road. 🙂
      Buon viaggio e buone onde!

  • Martina Saladino

    ricerca molto interessante. tra l’altro il tema è “azzeccato” e rilevante poichè sempre più oggi sono i backpackers in giro per tutto il mondo e si può parlare della nascita di una vera e propria tribu (pensiamo anche solamente a tutti coloro che fanno couchsurfing e all’espansione che sta avendo tale fenomeno).
    +++

  • Serangelo87

    Dalla presentazione ho ritenutto fosse il miglior lavoro… forse quello che più di tutti ha centrato il modo e lo spirito di condurre una ricerca etnografica.

    « Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
    «Dove andiamo?»
    «Non lo so, ma dobbiamo andare »

    Sembra l’inizio di un libro o di un film… che figata!
    mi sa che per il prossimo viaggio che farò, lasciero albergo, residence e qualsiasi comodità… solo uno zaino in spalla e tanta avventura 🙂

     

    • E lo è. O meglio è tratto da “On the road” di Jack Kerouac che ti consiglio vivamente 🙂 Abbiamo pensato fosse una citazione appropriata per sintetizzare in poche parole il senso della nostra ricerca

  • Riccardo Agostini

    Complimenti a Ilario, Giacomo, Angela, Alex, Antonietta e Simona!

    È stato interessante scoprire quali correnti si muovono dietro la figura del Backpackers e concordo con voi nell’affermare che nella cultura italiana, l’idea dell’ostello viene erroneamente associata ad alloggio di bassa qualità. Queste strutture sono una grande occasione per risparmiare soldi da poter investire nel viaggio.

    Ancora complimenti

    Riccardo Agostini
    http://www.emozioneavventura.blogspot.com  

  • Grande, ottima analisi!!!