Italia Startup Open Day: un’etnografia digitale di #ISDAY

Oggi vi proponiamo una ricerca svolta in occasione dell’evento StartUp Open Day svoltosi lo scorso 26 maggio 2012 presso H-Farm, in cui il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, si è confrontato in un’agorà pubblica con i rappresentanti del mondo delle startup italiane, rispondendo alle loro richieste,  sviscerando le criticità del sistema economico italiano per lo sviluppo di questo modello imprenditoriale e aprendo un dialogo tra istituzione e mondo dell’impresa.

Durante l’evento si è sviluppato un notevole flusso comunicativo intorno all’hashtag #ISDAY. Un’occasione ghiotta per Centro Studi Etnografia Digitale che ha analizzato il flusso dei tweet generato in contemporanea con l’evento e producendo una ricerca su questo tema, riallacciandosi alla ricerca precedente sul tweetstorming di #startuptime, organizzato l’11 maggio in collaborazione con RENA e animato da Ben Casnocha, un giovane startupper della Silicon Valley.

L’Open Day si è inserito in una stagione calda sul tema delle StartUp ed ha rappresentato un evento che ha fatto emergere l’esistenza di un movimento, quello degli startupper, vivo e in rapida evoluzione, aggregato intorno a idee condivise e in grado di cambiare il sistema imprenditoriale italiano per «traghettare l’Italia nel futuro» cogliendo la crisi mondiale come un’opportunità per lo sviluppo di una diversa forma imprenditoriale.

Dall’analisi del flusso è emerso un sentiment decisamente positivo accompagnato da tre temi che rappresentano delle criticità importanti per la crescita delle startup:

• la gabbia d’acciaio burocratica;

• la resistenza di alcuni poteri forti;

• il paradigma culturale obsoleto.

La ricerca è stata curata da Stefania Barina, Davide Beraldo ,Massimo Airoldi.

Consta di una prima parte concentata su un’analisi quantitativa dei tweet generati e una seconda parte, l’analisi qualitativa, che prova a spiegare il senso del discorso emerso, co generato dagli utenti che «danno collaborativamente corso ad una narrativa della social innovation».

Con il modello di startup si configura una nuova natura delle imprese, sempre più aperte e che lavorano con legami sociali: imprese che fanno società, abbracciando la filosofia del Societing.

In appendice al documento vi è un post del nostro co-direttore, Alex Giordano, apparso qualche giorno fa su CheFuturo.it, «Startup e Innovazione Sociale: nessuno sviluppo senza un’ASSALTO AGLI INTOCCABILI», in cui lancia una serie di deliranti proposte per una possibile rivoluzione culturale che metta finalmente al centro i legami sociali.

Non vi resta che scaricare il documento e proporci le vostre considerazioni sul tema.

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