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14 settembre 2012 | Alex Giordano aka alex | 2 commenti

Italia StartUp Open Day 2: #ISDAY 100 giorni dopo

Il tema dell’innovazione si inserisce in una stagione di forte spinta verso il rinnovamento del sistema produttivo italiano che tutt’oggi stiamo vivendo. Durante la stagione estiva si sono susseguiti diversi eventi che hanno reso manifesto i cambiamenti in atto nel modello imprenditoriale esistente proiettandosi verso piccole aziende che fanno dell’alta tecnologia il proprio core business.

 L’Open Day ha rappresentato un evento che ha fatto emergere l’esistenza di un movimento, quello degli startupper, vivo e in rapida evoluzione, aggregato intorno a idee condivise e in grado di cambiare il sistema imprenditoriale italiano per «traghettare l’Italia nel futuro» cogliendo la crisi mondiale come un’opportunità per lo sviluppo di una diversa forma imprenditoriale.

Lo scorso 26 maggio 2012 presso H-Farm si è svolto l’evento StartUp Open Day  in cui il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, si è confrontato in un’agorà pubblica con i rappresentanti del mondo delle startup italiane, rispondendo alle loro richieste,  sviscerando le criticità del sistema economico italiano per lo sviluppo di questo modello imprenditoriale e aprendo un dialogo tra istituzione e mondo dell’impresa.

Durante l’evento si è sviluppato un notevole flusso comunicativo intorno all’hashtag #ISDAY. Un’occasione ghiotta per Centro Studi Etnografia Digitale che ha analizzato il flusso dei tweet generato in contemporanea con l’evento e producendo una ricerca  su questo tema che raccoglieva tutte le conversazioni che scaturivano dal “popolo della rete” cercando di focalizzassi sulle idee emerse dal flusso comunicativo .

Ieri, 100 giorni dopo il primo evento, il Ministro Passera e la sua Task Force di 12 esperti hanno reincontrato l’agorà, per presentare il rapporto RESTART Italia con le proposte elaborate dal Ministero per favorire lo sviluppo di un paese ospitale all’ecosistema dell’innovazione. In questo evento abbiamo sentito la necessità di mappare nuovamente le conversazioni emergenti durante un evento che è stato proposto come un momento di rivoluzione nel sistema delle start up italiane.

Se da un punto di vista quantitativo abbiamo constatato il seguito avuto dall’evento, l’analisi qualitativa ci ha permesso di ricostruire la rete delle tematiche attorno al quale si è articolata la discussione su Twitter che procedeva in parallelo  con l’evento, consapevoli che nella società stessa, nelle sue pratiche e nelle sue discussioni, troviamo risorse importanti per la co-creazione di nuovi valori necessari per digerire e mettere in piedi una nuova etica del welfare che si basi su un ecosistema orientato alle start up.

Cloud degli hashtag più frequenti

Il sentiment delle conversazioni generate intorno a questo secondo evento #isday e tutto sommato positivo. Naturalmente sono emerse diverse criticità, soprattutto infrastrutturali, come l’utilizzo di connessioni a banda larga in quanto il digital divide è un problema che attanaglia gran parte dell’Italia di periferia e specificatamente il Sud del paese.

In questo contesto ben si inseriscono le imprese di carattere innovativo che hanno la capacità di assottigliare un endemico gap che esiste tra le diverse parti del paese prefigurandosi come elementi di congiunzione tra le istituzioni e la società riassumendo il valore socio-culturale che l’impresa ha smesso assumere.

Noi pensiamo che forse uno sforzo in più da parte delle istituzioni va fatto nell’individuare indicatori di misurazione dell’impatto sociale che hanno nelle comunità le imprese innovative. Il tutto per valorizzare quelle imprese che, pur rispondendo ad una necessaria sostenibilità economica, riescono a risolvere nel contempo problemi nelle comunità.

Le emergenze date dal fallimento del sistema economico presente ci richiedono con urgenza uno sforzo congiunto di istituzioni e imprenditori, che deve essere all’altezza di un progetto di rinnovamento tanto ambizioso quanto difficile da realizzare.

Tutto questo nella consapevolezza che non c’è tempo da perdere: il momento migliore per cambiare l’Italia non è domani ma oggi stesso.

Qui potere scaricare gratuitamente la ricerca su #ISDAY.

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