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03 ottobre 2012 | Alex Giordano aka alex | 3 commenti

eDemocracy e Matematica: e la necessità di acquisire elementi minimi di matematica per costruire la democrazia del presente

Spesso mi capita, tra lezioni e convegni vari, che qualche studente che ama autorappresentarsi come rivoluzionario mi ponga considerazioni presupposte “etiche” sull’utilizzo della rete, dei dati nella rete, della libertà nella rete, dell’inquinamento fatto nella rete dalle solite multinazionali cattive e tante altre argomentazioni da tipico slacktivist della rete.

Un vero peccato che quando però cerco di portare l’attenzione verso quello che può diventare un vero totalitarismo, silente e sinuoso,  quello delle piattaforme, raramente trovo seguito e riscontro. Lo stesso Slacktivist è convinto che quando fa una ricerca su Google i dati che gli vengono fuori rappresentano una presupposta “realtà”. Peccato che non sapere come funzionano gli algoritmi alla base delle piattaforme che quotidianamente utilizziamo (Google, Facebook, etc.. Etc..) rappresenti un grave limite allo sviluppo democratico della civiltà. E che se non ci riprendiamo in mano queste competenze, come base della strumentazione critica minima per interpretare la realtà, finiremo in un medioevo buissimo dove mentre pensiamo alle solite multinazionali cattive ed a quanto poco etico è l’agire della CoaCola (ne cito una a caso, per iperbole) ci subiremo la volontà delle piattaforme che riconosciamo come vicine e, paradossalmente, come ontologicamente democratiche e libertarie.

Pensate poi quando, ed è propaganda del momento, si parla tanto di eDemocracy e di piattaforme per la reificazione di una leadership dal basso.

Le insidie si fanno più pericolose. Ne ho sempre avuto il dubbio.

Fortunatamente ho conosciuto Pietro Speroni http://it.pietrosperoni.it/ di persona a Matera questa estate ed ancora una volta ho avuto chi ripeteva a me stesso che nella conoscenza c’è la libertà. Una libertà che molti slacktivist non possono/vogliono impossessarsi perché lontani dalla competenze minime di matematica utili per parlare di democrazia in un mondo come il nostro dove sono algoritmi matematici a farla da padrone.

Forse azzardo troppo, ma forse sarebbe il caso di far perdere meno tempo ai giovani con Alessandro Manzoni e farli dedicare di più alla matematica, ma come scienza viva, presente in ogni atto della nostra contemporaneità. E tra poco forse come presupposto per essere cittadino consapevole.

Per questo ho scritto a Pietro e gli ho chiesto di condividere con voi i materiali dell’illuminante lezione che ha tenuto alla Summer School di Rena lo scorso settembre e gli ho chiesto di collaborare con il Centro Studi di Etnografia Digitale.

La risposta qui di seguito mi pare più che positiva.

Alex Giordano

 

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Lezione alla RENA Summer School: eDemocracy e Matematica.

Sono stato invitato a tenere una lezione alla RENA summer school

“Buongoverno e cittadinanza responsabile”. La mia ricerca, negli ultimi anni, si è incentrata nell’esplorare i tipi di democrazia possibili usando gli strumenti del 21esimo secolo. La democrazia rappresentativa è notoriamente uno strumento antiquato. Una serie di elementi rendono questo particolarmente evidente. Per esempio in

America le elezioni del Presidente Americano non sono fatte direttamente, ma attraverso dei grandi elettori, che poi eleggono 40 giorni dopo il presidente. Perchè 40 giorni? Perchè questo era il tempo necessario per questi elettori-eletti per raggiungere Washington… a cavallo. Similmente in Irlanda il Parlaneto si riunisce solo due giorni alla settimana per dare tempo ai rappresentanti di tornare nel loro collegio a riferire tutte le settimane. Viaggio che prende tutto il giorno… se fatto a cavallo.

Ma adesso abbiamo internet. E ha dunque senso chiedersi: “Come possiamo organizzare un sistema di democrazia partecipativa usando internet?”. Questa è stata la domanda iniziale di questa ricerca.

Dopo qualche anno mi sono reso conto che una domanda sottostante, ma forse più basilare era: “In che modo la partecipazione a un processo democratico attraverso internet può essere equa?”

Partendo dall’affermazione di Beppe Grillo del 2005 “Ci mettiamo d’accordo attraverso la rete” in questa presentazione mi chiedo se sia possibile mettersi d’accordo attraverso la rete. E se lo si possa fare in maniera equa. Ed essendo un matematico, non solo equa ma “matematicamente equa”.

 

Buona visione,

Pietro

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