Etnografia Digitale delle Primarie PD su Twitter, Episodio 0: metadati introduttivi

 

Cosa possiamo imparare dalle Primarie del Pd 2012?

Con questo post apriamo una serie di pubblicazioni in cui illustreremo i risultati della nostra indagine di etnografia digitale sulle Primarie del Centro Sinistra.  In questo lavoro, come è nostro costume, ci siamo occupati e preoccupati di approcciare le Primarie da un punto di vista prettamente culturale. Nello specifico, attraverso Twitter, abbiamo studiato le pratiche e i processi culturali attraverso cui gli utenti costruiscono senso collettivo attorno alle Primarie.

Ciò ci ha immediatamente permesso di renderci conto di come gli utenti Twitter, oltre che a parlare delle Primarie, le utilizzino ‘materialmente’ come spunto narrativo per articolare un dibattito pubblico sul significato della partecipazione politica; argomento che, a sua volta, porta loro a riflettere su argomenti tanto generali quanto cruciali, quali: democrazia, cittadinanza, governace, policy.

In questo modo abbiamo potuto constatare come gli utenti (sebbene implicitamente) vadano a co-creare nelle loro trame narrative un ethos della partecipazione. Tale ethos condiviso rappresenta un dato culturale dall’alto valore predittivo, in quanto è attraverso di esso che gli utenti ci informano circa i limiti e le criticità della partecipazione, su quelle che sono le ‘vere’ tematiche di interesse pubblico in grado di stimolarla, sugli attori (sia istituzionali che non) che vorrebbero vedere coinvolti nelle questioni pubbliche. In questo senso, dunque, l’ethos è predittivo perché è progettuale, perché ci indica una strada verso il futuro – sta poi a noi, a tutti noi (cittadini, analisti, giornalisti, politici) seguirla; non farlo sarebbe delittuoso ed irrazionale: significherebbe ignorare i consigli che noi stessi ci stiamo dando.

 

Le primarie come controversia: un programma metodologico    

La nostra indagine etnografica è partita dal presupposto di non considerare le Primarie come un oggetto definito su cui si scaricano le opinioni degli utenti Twitter, ma come una controversia, ovvero come un oggetto ambiguo attorno al quale gli utenti “dibattono e combattono” al fine di assegnarvi un significato coerente.  In particolare le nostre domande di ricerca sono state: Le primarie possono essere considerate come una controversia? Chi sono gli attori della controversia? Quali sono le loro posizioni? Quali attori e quali discorsi mediano queste posizioni?  Che cosa si può imparare dall’ethos in termini predittivi (pianificazione di una sfera politica, design della partecipazione politica, nuove pratiche democratiche)?

Queste domande di ricerca (e l’impostazione metodologia che le sottende) ci pongono in netto contrasto con le analisi Twitter sulle Primarie disponibili sin ora. Fondamentalmente esse sono di due tipi: analisi quantitative di metadati e analisi del Sentiment. Entrambe, a partire dai volumi di traffico e dai livelli di sentiment positivo, cercano di predire i risultati elettorali. Tuttavia, non essendo gli utenti Twitter rappresentativi della popolazione italiana (sono circa 2 milioni), questo tipo di analisi giungono a risultati ambigui; esempio: Renzi è il candidato che riceve più RT e @ e con livelli di sentiment positivi più elevati, tuttavia non è quello che ha vinto alla prima tornata elettorale (si veda questo, questo e questo link).

A nostro avviso l’ambiente digitale va studiato con metodologie ad hoc e vecchie come il 2.0: i digital methods e l’etnografia digitale; e non con metodi virtuali che cercano di simulare quelli tradizionali. Il Web 2.0 è un generatore vivace di trend culturali che aspettano solo di essere ascoltati e messi in pratica, non un inerte super market da cui sgraffignare opinioni individuali un tanto al chilo.

 

Base dati

In questa sede presentiamo, senza dilungarci troppo, non dei dati ma la base dati su cui abbiamo fondato le nostre indagini etnografiche. Facciamo ciò per una questione di trasparenza e per non doverli ripetere ad ogni pubblicazione. Tale base dati è quella contenuta nell’infografica sottostante. Piccola precisazione: il numero di tweet analizzati si riferisce ovviamente ad un campione significativo.

primarie title=
easel.ly

 

Qualche riflessione

Guardano agli utenti più popolari (RT e @ ricevuti) ed ai messaggi più retweettati si notano 3 cose interessanti:

1) Il discorso sulle primarie su Twitter non sembra essere così aperto e “democratico” come ci si sarebbe potuto aspettare; al contrario esso è un discorso molto istituzionale, ovvero principalmente animato da politici (gli stessi candidati) e da giornalisti mainstream.

2) Dai top retweet emergono chiaramente i temi attorno ai quali si articola e si snoda il dibattito sulle primarie. Di seguito l’elenco in ordine di importanza secondo il numero di RT:

1_Ambiguità politica di Renzi

2_Natura mediatica del discorso sulle primarie che impedisce un vero dibattito sulle policy

3_Parallelo con le Primarie USA

4_Statistiche sull’andamento della competizione elettorale

5_Dibattito/Polemica sulle regole della Primarie

6_Ridicolizzazione primarie Pdl

7_Valenza etica delle primarie in quanto momento di partecipazione democratica

3) Sebbene gli “utenti comuni” siano esclusi dal cuore del dibattito, notiamo come attraverso i RT essi, in qualche modo, vi rientrino dicendo la loro. I retweet, infatti, ci danno la misura di quelli che sono i veri temi di interesse pubblico, ciò di cui si vuole veramente sentir parlare quando si parla di Primarie. In questo modo sono gli utenti Twitter complessivamente intesi, e non solo quelli più influenti, a dettare l’agenda relativa al dibattito su Primarie.

 

Conclusioni

Il punto 3) della analisi di cui sopra ci dà un po’ l’idea di dove vorremmo andare a parare col nostro lavoro sulle Primarie: lasciare perdere, da un lato i dati quantitativi fini a se stessi, e dall’altro l’analisi di ciò che fanno i singoli utenti (politici, influencer, ecc…), per concentrarci sui processi collettivi, sulle dinamiche del discorso, sulle pratiche attraverso cui esso viene costruito, sugli insight culturali imbricati in tali pratiche.

Se oggi la questione fondamentale è mettere l’Internet al servizio della democrazia (e non semplicemente a servizio degli istituiti di sondaggi), allora diventa cruciale comprendere ed individuare le forme di partecipazione democratica che già sono in atto sul web.  Le nuove forme politiche emergono dalle nuove pratiche di politica diffuse e disperse sulla Rete: l’etnografia digitale è lo strumento per ricomporle e farle ri-emergere.

 

 

Alessandro Caliandro, Stefania Barina 

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  • Martina Conte

    Twitter sta diventando sempre più un mezzo potente in quanto si democratizza in pieno la possibilità di esprimere la propria opinione. Sebbene il campione questo social network non possa essere definito in termini statistici, “rappresentativo della popolazione”, (come si dice nell’articolo, solo circa 2 milioni di utenti) credo comunque che i pensieri, le opinioni, i dibattiti creati si possano fedelmente ricreare anche in un ambiente off line. Non ci si basa quindi sulla QUANTITA’ delle discussioni, ma sulla QUALITA’: di cosa parlano? cosa ne pensano? quali sono le reazioni a certi comportamenti? Sono infatti certa, che se creassimo ipoteticamente una situazione in cui riuniamo in una piazza, diversi cittadini (non utenti di twitter) e li esponiamo a certe situazioni, le discussioni, i dubbi, le domande, siano le stesse che si creano sul social network. Ovvio, lo scenario risulterebbe in po’ più caotico poichè  si tratta di voce, e non di parole, ma giusto per far capire il senso del mio ragionamento, vi invito a ragionare in un modo in cui:
    retweet di traduce con un “Eh si!! Pure io la penso così!”, 
    @ con un “Ehi tu, sto parlando con te” e 
    # con “posso dire la mia su questo tema?”