Trovare gli influencer più influenti dei social media

E’ da tanto che i marketer cercano gli influencer nei social network, persone che con i loro tweet e post favorevoli riescono a far crescere le vendite dei prodotti. Lo strumento con più successo disponibile è Klout, che, lanciato in 2008 con investimenti da Kleiner Perkins Caufield & Byers ed altre imprese di venture capital, vanta clienti come Walt Disney, Procter & Gamble e Audi.

Klout assegna agli influencer un voto basato su più di 400 data points, come  la loro posizione lavorativa su LinkedIn ed il numero di amici su Facebook . Di recente, Chevrolet ha concesso a 900 persone con un Klout score oltre 50 un noleggio gratuito per 3 giorni della Chevy Volt, generando più di 46000 tweet e più di 20.7 milioni di post sui blog, la maggior parte di loro favorevoli, sull’auto elettrica.

La sfida a Klout: Tellagence e Little Bird

Adesso due startup di Portland, in Oregon, stanno sfidando Klout. Lanciate all’inizio di ottobre, Tellagence e Little Bird affermano che anche loro aiutano le imprese a scovare gli influencer sui social, ma in modo più mirato. Questi servizi identificano le persone che probabilmente faranno dei passi attivi per influenzare i consumatori. “L’approccio di Klout confonde l’influenza e la popolarità”, dice Susan Etlinger, analista e ricercatrice presso l’Altimeter Group.  Lynn Fox, il capo della comunicazione di Klout, afferma che l’approccio dell’azienda fornisce la misurazione più precisa tra tutte quelle disponibili. “Ogni giorno, processiamo oltre 12 miliardi di data points”, dice Fox. “Da quello che ci risulta, nessun altro modello di influenza processa dei dati ad un tale livello.”

Matt Hixson, CEO di Tellagence, risponde: “Quello che analizziamo è quanto potenzialmente un utente passerà la parola ai suoi amici”. Il servizio prende in considerazione il potere delle relazioni degli utenti con altri “giocatori-chiave” dell’industria (in base a metriche come la frequenza con cui i loro tweet sono retwittati), e il numero di volte che devono leggere una notizia su Twitter per poi condividerla.

Gli algoritmi del successo

Sia Tellagence che Little Bird utilizzano modelli comportamentali e algoritmi per trovare gli influencer in categorie ben precise, come gli sviluppatori mobile, che potrebbero aiutare i clienti delle startup. Gli algoritmi delle aziende potrebbero svelare delle sorprese: persone che non hanno tante connessioni sociali, non hanno posizioni alte, ed hanno un punteggio Klout basso – ma i cui commenti potrebbero far muovere le vendite. Little Bird “fa veramente un lavoro fantastico nel trovare delle persone che tu non penseresti mai che fossero degli influencer, dentro categorie che stanno diventando molto granulari”, dice Mark Cuban, imprenditore del settore tech e patron dei Dallas Mavericks, uno degli investitori della Little Bird.

Il valore economico degli influencer

I clienti pagano a Little Bird da 250 a 2500 dollari al mese. I prezzi per i servizi di Tellagence partono dai 500 dollari al mese per ogni community che il cliente vuole che l’azienda analizzi. Klout non ha svelato i suoi prezzi.

Little Bird ha raccolto 1 milione di dollari dagli investitori, compresi Cuban e l’agenzia di pubblicità Wieden & Kennedy (che ha anche Facebook tra i suoi clienti). Tellagence ha ottenuto finanziamenti per 910.000 dollari anche da Rogue Venture Partners ed altri. L’analisi sociale “è uno spazio che sta per esplodere e che fin’ora è stato studiato in maniera imperfetta”, dice Jason Mendelson, managing director presso Foundry Group, che ha seguito da vicino il lancio di Tellagence. “Sicuramente, la gente adesso ha un’alternativa a Klout.”

Otto clienti, comprese 5 aziende dalla Fortune 50, utilizzano Tellagence. Il CEO di Little Bird, Marshall Kirkpatrick, non vuole svelare il nome dei suoi clienti, ma dice che 24 aziende hanno firmato e che oltre 4000 aziende e privati hanno fatto richiesta per usare i suoi servizi.

Legare i social media al fatturato e all’expertise analitica

Il nuovo approccio della startup può essere attraente per le aziende che ancora stanno cercando di capire come usare i social network. Secondo uno studio recente di Altimeter Group, solo il 30 percento dei marchi considerano di essere “efficaci” o “estremamente efficaci” quando si tratta di collegare i social media al fatturato, e ciò accade in parte per mancanza di strumenti e di expertise analitica. “Una sola ricerca con il tool di Tellagence può far risparmiare ore e ore di lavoro nell’arco di settimane”, dice Kerry McClenahan, CEO  presso McClenahn Bruer Communications, che usa questo software per il suo cliente Intel da Marzo. “Niente di ciò che abbiamo usato prima ci ha dato dei risultati cosi buoni.”

The Recording Academy, che produce i Grammy Awards, sta provando Tellagence mentre usa anche Klout ed un altro servizio, Kred. “Non penso che qualsiasi servizio unico fosse lo standard”, dice Evan Greene, il CEO. Hixon, di Tellagence, dice: “Non abbiamo l’intenzione di essere un one-stop-shop. Ci saranno delle persone che useranno Klout e Kred, e va bene così. Se c’è un’esigenza di business che richiede di usare le persone che parlano più forte nel web per far circolare un messaggio, allora questi sono gli strumenti adatti”.

Speranze per il futuro di business

Con un interesse alto da parte dei clienti, gli analisti sperano che grandi aziende come SAP, Salesforce.com, Adobe e Microsoft acquisiscano le startup per far crescere le loro offerte di software. “Ultimamente, sono solo una parte della soluzione”, dice Dan Maloney, il global vice president di SAP, che usa Kred per trovare nuovi clienti online. “Se stabiliamo che sia  di massima importanza per noi, potremmo acquistare. Klout e Kred sono importanti? Sì. Sono l’unico pezzo del puzzle? No.”

 

Articolo tradotto ed adattato da Ela Siromascenko

Leggi qui la versione originale

 

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Commenta
  • http://www.facebook.com/matteo.ducci Matteo Ducci

    Ho scoperto Klout da poco e sinceramente non lo trovo eccezionalmente efficace, sicuramente ha ancora bisogno di tempo, ma non c’è dubbio sulla sua potenzialità.
    Ma non vorrei essere di parte, proprio ora sono sceso di un punto nella classifica Klout :)

  • Ela Siromascenko

    Ciao Matteo, grazie per il commento! Concordo con te, la potenzialità c’è, pero alla fine non esiste uno strumento perfetto per misurare una cosa così “scivolosa” e “volatile” come la capacità di essere un influencer nell’ambito digitale. Vediamo poi cosa succederà nel futuro!

    • http://www.facebook.com/fabrizio.perrone.83 Fabrizio Perrone

      Ciao Ela, sono fabrizio Perrone di Buzzoole una startup italiana che sta sviluppando un algoritmo di identificazione degli influencer che si basa essenzialmente su parametri qualitativi. La nostra piattaforma ha un duplice obiettivo: quella di aiutare le imprese a generare passaparola sul web e quella di aiutare gli utenti ad ottimizzare la propria presenza online e trasformare la propria competenza in influenza. siamo in fase private demo. Potrebbe interessarti? http://www.buzzoole.com 
      Saluti
      Fabrizio
      f.perrone@fanmediaservice.com

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=604668989 Lidia Pozzoli

    Anch’io come Matteo mi sono avvicinata da poco a Klout e purtroppo secondo questo sono anche una pessima influencer.
    Cosa assolutamente vera.
    E’ certo anche però che l’algoritmo con cui Klout assegna il suo  punteggio ,pur tenendo in considerazione molteplici aspetti e parametri per assegnarlo, mi sembra facilmente prevedibile ed “ingannabile”.
    Penso anche che a brevissimo,visto anche quello che c’è scritto in questo post, si svilupperanno e si stanno già sviluppando sistemi ed algoritmi in grado di scindere argomenti, sfere d’influenza  e personaggi differenti assegnando ad essi anche pesi e ponderazioni più consone al contesto a cui si riferiscono e all’importanza che questi hanno nella collettività.
    In questo modo penso si svilupperanno sistemi sempre più precisi, in grado di assegnare un punteggio verosimile,cosicché si stileranno anche classifiche effettivamente attendibili relativamente agli Influencer dei diversi settori…

    Restiamo sempre con le antennine alzate in attesa di nuove nuove sull’argomento…:)

  • http://www.facebook.com/sara.ferrau Sara Ferraù

    uso klout da parecchio tempo. Devo dire che inizialmente era più una curiosità personale, vedere se il tuo punteggio è più alto di quello dei tuoi amici. Così ovviamente la notizia si è diffusa e molti amici hanno collegato facebook e twitter ecc a klout. Quello che però tutti mi hanno detto è stato che poco dopo questa curiosità è svanita e hanno smesso di andare a controllare il loro profilo. Klout funziona indipendentemente da ciò ma credo che se l’attenzione di queste persone fosse trattenuta per più tempo magari sarebbe più facile ottenere dati più reali…opinione personale chiedo scusa…come è stato scritto comunque si stanno sviluppando algoritmi più specifici e credo sia fantastico! da una parte mi sentirei più “spiata” certo, ma si tratterebbe di una scelta per una comunicazione più efficiente.

  • Sebastiano Bartolone

    Apportandomi all’uso di Klout devo riconoscere dei pregi e dei difetti.Innanzitutto è un buon programma perchè dai semplici dati forniti nei vari profili permette di determinare una nostra base influenzatrice. Più che altro,dopo l’enfasi iniziale,si riscontra un pò di motonia nel servizio e sopratutto non si sprona l’utente( sopratutto quello con un puntaggio basso) con consigli su come rendersi più influencer. Si limita solo ad analizzare.Credo che tutti,chi più chi meno, possano diventare degli ottimi influencer.Bastano le giuste dritte!

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=100000294344338 Lucrezia Giuradei

    Ultimamente mi sono posta questa domanda: com’è possibile ottimizzare l’uso a livello professionale dei social media per raggiungere particolari obbiettivi di business? Dalle mie ricerche sono emerse tantissime tematiche degne di nota. Una di queste riguarda proprio l’importanza degli influencer! Per individuare gli influencer più appropriati per il nostro obbiettivo ci si può aiutare con alcuni strumenti tra cui Klout, PeerIndex, Kred, ecc… Sono strumenti nati anche grazie alla cosidetta social network analysis (SNA) disciplina che studia le relazioni sociali e che si è sviluppata grazie al contributo di un famoso psichiatra statunitense: Jacob Levi Moreno.
    Insomma si tratta di argomenti che sto trovando molto interessanti quanto difficili da comprendere nell’immediato. Ho trovato l’articolo molto utile e sono particolarmente interessata alle due nuove startup lanciate ad ottobre, chissà come evolveranno in futuro!  

  • Martina Conte

    Si sa. L’opinione pubblica, virtuale e non, è sempre capitanata da uno o più influenzatoti. Se si vuole operare in quella che è la frontiera del Marketing Digitale, quale miglior modo capire quali sono i veri influencer? Parlando dal punto di vista dell’impresa, mi basta convincere lui che il mio prodotto sia buono, che automaticamente la sua opinione influenzerà altri utenti. Anche dal punto di vista di risorse finanziarie, questo può essere un ottimo modo per risparmiare ed evitare inutili investimenti per progetti poco friubili. Una cosa però da non dimenticare è che l’influenza non è solo virtuale, è anche reale, cosa che in questo modo chiamiamo “passaparola”, quindi bisogna trovare un buon connubbio tra il grande potere del virtuale e il potere della da-sempre-presente realtà. 
    Klout personalmente non l’ho mai usato, forse perche non mi ritengo una influencer tale da voler scoprire qual’è il mio livello di influenza. (So che se lo guardassi, ci rimarrei male), ma a parte questo triste episodio, credo che Kloud, sia un ottimo strumento che soprattutto le aziende devono sfruttare.
    Chissà cosa ci regalerà il futuro!