Netnografia dell’Homemaking

Netnografia dell'Homemaking

 

Homemaking significa sia lavorare in casa, che lavorare per costruirsi una casa, intesa sia in termini materiali che simbolici. Questa definizione non è il parto di una speculazione teorica, ma bensì il punto di arrivo di una ricerca netnografica, in cui abbiamo indagato i significati che gli stessi homemaker attribuiscono alla loro pratica. Nello specifico, in  questo lavoro netnografico, abbiamo studiato il mondo dell’homemaking mettendo al centro una figura prototipica: l’homemaker. Tale prototipo non è una figura astratta, ma è stata costruita empiricamente ri-assemblando le narrazioni online di tutti quegli utenti che, a vario titolo, si occupano di: homemade, handmande, riciclaggio, bricolage e fai-dat-e

L’homemaker è un artefice, un creatore, la cui attività consiste principalmente nel costruire una vita in comune con gli altri. Questo surplus etico deriva esattamente dalla sua capacità pratica di fare materialmente le cose, di farle con le proprie mani. Ciò gli consente di scoprire delle cose su di e, al contempo, di aprirsi agli altri e di costruire comunità:i miei limiti e le mie risorse mi dicono chi sono e che cosa so fare, mi conferiscono identità; i miei limiti mi costringono a confrontarmi con gli altri, le mie risorse ad aiutarli, costruendo così un’identità in comune”.

La ricerca che qui andiamo a presentare si è articolata in tre fasi: 1) ricostruzione dell’Infosfera dell’homemaking, ovvero identificazioni dei luoghi della Rete in cui si concentrano le discussioni degli homemaker. 2) Ricostruzione delle identità tribali degli hommaker, ovvero delle differenti rappresentazioni di sé che gli homemaker mettono in scena a seconda del particolare momento di vita o contesto sociale in cui si trovano a transitare. 3) Profilazione degli homemaker influenti.

La ricerca si basa su un dataset di 8889 messaggi di testo scaricati da Twitter, Youtube, Forum e Blog, tra  il 19/10/2012 e il 19/11/2012.

 

L’Infosfera dell’homaking

Anzitutto, attraverso una ricerca manuale, abbiamo cercato e selezionato i principali siti web (blog e forum) in cui si collocato gli amanti del fai-date-te. Nelle figure sotto mostriamo sia l’elenco dei siti ordinati per volume di traffico (Alexa Rank), che la struttura del network che li contiene. Per quanto riguarda l’elenco dei blog e dei forum sono stati colorati di rosa quei siti amministrati o animati principalmente da donne, in azzurro quelli maschili o neutri – i blog sono quelli nella prima figura, i forum quelli nella seconda.

Netnografia dell'Homemaking

Netnografia dell'Homemaking

Netnografia dell'Homemaking

Sia dalle bolle che dal network si possono osservare diverse cose interessanti. Per quanto riguarda i blog notiamo: 1) che la top 3 è formata da Greenme (un sito che si occupa di eco-sostenibilità), Faidatemania e Faidate360 (siti dedicati al mondo del fai-da-te in senso lato); 2) buona parte dei blog sono “al femminile“. Relativamente a quest’ultimo punto, attraverso un’analisi qualitativa delle fonti, abbiamo notato come i siti al femminile siano più empatici, ovvero più orizzontali ed orientati al dialogo con gli utenti, rispetto a quelli maschili o neutri.

Per quanto concerne i Forum  notiamo invece come: 1) manchi la presenza di veri e propri forum dedicati all’Homemaking; le community tendono a formarsi attorno a dei thread che nascono all’interno di forum per lo più generalisti (la grandezza delle bolle dipende infatti dal traffico della piattaforma che ospita il thread, più che dalle dimensioni delle community vere e proprie); 2) anche in questo caso si registra una discreta presenza di siti al femminile.

In ultimo, per ciò che attiene l’analisi del network, è possibile osservare come: 1) blogosfera e forumsfera costituiscano due cluster ben distinti e separati; 2) ogni cluster abbia il suo social network di riferimento: i blog linkano Twitter ed Etsy (il primo usato come canale di divulgazione di contenuti, il secondo come canale di vendita delle creazioni), mentre i forum linkano Youtube: molto diffusi sono infatti i video tutorial attraverso cui gli utenti spiegano agli altri come produrre determinati artefatti); 3) sebbene i cluster dei blog e dei forum siano sconnessi, esistono dei nodi che ne fanno da ponte: da una parte abbiamo l’onnipresente Facebook dove tutti i siti convergono, dall’altra un piccolo cluster di siti femminili che connettono i due universi (a conferma del ruolo centrale svolto dalle donne all’interno dell’Infosfera dell’Homaking).

 

Identità tribali

Analizzando i messaggi di testo degli utenti abbiamo ricostruito le principali identità culturali degli homemaker, così come spontaneamente articolate dagli utenti stessi. Attenzione però, tali identità non corrispondono ad identità psicologiche, ma bensì ad identità discorsive: ovvero a narrazioni collettive che veicolano la rappresentazione culturale dell’homemaker e dell’homemaking autentico. Queste identità quindi, non sono proprietà di questo o quell’altro utente, sono piuttosto ruoli che ciascun utente, a seconda del momento di vita e del contesto in cui è situato, tende ad assumere. Sotto mostriamo le identità culturali dell’homaker così come si collocano all’interno della nostra classica mappa tribale, e di seguito forniamo una breve descrizione di ciascuna.

 

Netnografia dell'Homemaking

 

L’Apprendista (the apprentice) dell’ home-making ha un bisogno bulimico di informazioni: ha un’idea, ma non sa minimamente come realizzarla, essendo completamente alle prime armi in quel campo. Questa mancanza lo porta a bombardare compulsivamente gli altri utenti di domande, invidiando la loro expertise,
Resina di pino, bella idea! Ma tu sai come fare a tirarla su? Ho sentito che bisogna fare delle incisioni sulla corteccia e a me piglia un po’ male (non è che soffre?) E’ anche vero che a volte la si vede fuoriuscire da sola, ma non credo che in questo modo si possa ottenere una quantità utile per fare il lavoro. Mi dici come te la sei cavata alla fine? [Rugiada http://www.forumetici.it/viewtopic.php?f=9&t=4595&sid=b1cac831006c044bca50b92ebb6572f3]

L’Imbranato (the clumsy) ha studiato per mesi il suo progetto in tutti i dettagli, ma non riesce materialmente a realizzarlo come vorrebbe, nemmeno a costo di un’enorme fatica e sacrificio. Per questo sfoga con gli altri utenti una frustrazione ed un senso di impotenza che vanno ben oltre il mero fallimento empirico, ma riguardano la messa in discussione della sua stessa identità di faidateista.
consenso… conforto.. pareri… quel che volete ma non ditemi che sono scemo.. che lo so gia— […] non ho alzato il crik…. mi è caduta la macchina senza cric…[mario, http://usenet.it.rooar.com/showthread.php?t=7448915]

Il Tecnico (the technician) dell’homemaking è uno specialista fiero delle sue competenze, fonte inesauribile di informazioni pratiche che condivide volentieri con gli altri faidateisti, con lo stesso atteggiamento professionale di un insegnante con gli allievi.
L’unico problema potrebbe essere quello dei metalli pesanti in tracce, i vecchi impianti di produzione dell’ipoclorito di sodio utilizzano celle a piombo/cadmio che “contaminano” anche il prodotto finito. Infatti per uso alimentare si utilizzano l’amuchina o simili che sono prodotti ottenuti con altro procedimento industriale. [David http://usenet.it.rooar.com/showthread.php?t=7449179]

Per il Faber (the faber) l’homemaking non è solo sinonimo di hobby: modificare un mobile per adattarlo alle proprie esigenze significa esprimere e scoprire se stessi attraverso la pratica del “fare”. Il Faber ama condividere i propri successi e le proprie esperienze con gli altri, cercando di costruire con essi un progetto di vita in comune.
Io mi sono fatto una casetta in legno da solo….[…] Ho speso all’incirca metà di quello che avrei speso con una casetta prefabbricata, ma soprattutto me la sono fatta come ho voluto io, dimensioni, apertura porta, altezza, ecc. […] L’unica nota negativa è il tempo che ci ho impiegato….ma vuoi mettere la soddisfazione?!? [damiano1983 http://www.arredamento.it/forum/viewtopic.php?f=20&t=97221]

 

Profilazione degli influencer

Partendo dal lato Bright del discorso sull’homemaking, ci siamo immersi in vari spazi web (Youtube, Twitter, Blog e Forum) alla ricerca delle conversazioni di utenti esperti. In questo modo abbiamo estratto 7 tipi ideali di homemaker esperto; soggetto che in quanto tale esercita una certa influenza sugli altri.

Queste tipologie intercettano ed esprimono le diverse dimensioni culturali che attraversano e compongono il macro-discorso online sull’homemaking. Tali dimensioni sono: Economica, Artistica, Famigliare, Etica, Eco-sostenibile, Pragmatica, Sociale.

Il Risparmiatore incarna la dimensione economica dell’homemaking. Il Risparmiatore concepisce il fai-da-te soprattutto come un mezzo per risparmiare denaro.
Da circa un anno, stufo di spendere un sacco di soldi per vasi sempre più grandi per i miei cespi di E.horrida ho deciso di autofabbricarmeli in legno, utilizzando le tavole dei vecchi pallet…[Marvelli. http://forum.cactus-co.com/viewtopic.php?f=41&t=29035]

Il Creativo incarna la dimensione artistica dell’homemaking. Il Creativo è colui che intende il fai-da-te soprattutto come mezzo per esprimere la propria fantasia ed il proprio estro.
Rinnovare casa con poca spesa, fantasia e creatività, per un risultato veramente originale? Una cosa che letteralmente adoro è la vernice a lavagna: stesa su qualsiasi superficie permette, una volta asciugata, di scriverci sopra con gessetti bianchi o colorati [Vegalight, http://mmhome.forumcommunity.net/?t=40956202]

La Mamma intercetta la dimensione famigliare dell’homemaking. Per la Mamma l’homemaking è soprattutto un mezzo per rinsaldare e valorizzare i legami famigliari, per stare in famiglia e “fare” qualcosa di bello tutti insieme intorno al focolare domestico.
Che ne dite? Nascondo i regali dentro la casetta: è un lavoraccio, ma io e mia figlia ci divertiamo da matti ( è lei che decora, io progetto ). La gioia negli occhi dei miei nipoti ( ben nove!) mi ripaga della fatica. NB: struttura in pan di zenzero rigorosamente prodotto in casa.[cactusgio http://www.compagniadelgiardinaggio.it/phpBB3/viewtopic.php?t=28677&start=20]

Il Filosofo incarna la dimensione etica dell’homemaking. Per il Filosofo l’homemaking è – prima ancora che una “pratica” – una scelta di vita “autentica”, che si contrappone all’in-autenticità del mondo consumistico contemporaneo. Il fare da sé è un mezzo per ri-connettersi alle cose, a se stessi e agli altri.
Acquistare bomboniere fantasiose nei negozi specializzati, vi fa’ sicuramente risparmiare molto tempo e fatica, oltre a darvi la certezza di un buon lavoro ma vogliamo discutere della soddisfazione di confezionarsi da sè delle bomboniere a tema per il vostro matrimonio, il battesimo o la prima comunione del vostro bambino? Sicuramente risulterà più sentito e non sarà il solito oggetto di circostanza che finirà per riempire i cassetti di tutti gli invitati [acasadelsole http://svagheggio.forumfree.it/?t=55315641]

L’Ambientalista incarna la dimensione eco-sostenibile dell’homemaking. Per l’Ambientalista, il fai-da-te è soprattutto un’occasione per trasformare le idee di eco-sostenibilità e rispetto per l’ambiente in un’azione concreta e “politica” sul mondo.
Dato che mi son trasferito da poco vorrei arredare la camera con dei mobili fatti da me… vorrei utilizzare scatoloni che ogni giorno i negozi buttano, tagliarli a fogli ed incollarli con della resina di pino… a Cagliari è pieno di pini, quindi ho la disponibilità di colla vegetale, vegan ed ecologica completamente GRATIS!!! In questo modo avrei reciclato al 100% la spazzatura di qualcun’altro ed in più creerei dei mobili completamente ecologici e senza il consumo di altre materie prime!!!..[lupogrigio http://www.forumetici.it/viewtopic.php?f=9&t=4595&sid=b1cac831006c044bca50b92ebb6572f3

Il Bricoleur incarna la dimensione pragmatica dell’homemaking. Il Bricoleur è colui che intende il fai-da-te non come mezzo ma come un fine in se stesso, una passione da trasmettere agli altri, attraverso la quale esercitare le proprie competenze e abilità.
Dammi misure stanza e dimmi come intendi realizzarlo e su quali pareti vorresti le scansie, poi io ti dico alcuni trucchetti Sono la maga dei trucchetti, quando non so fare una cosa, trovo un materiale che riesco modellare e possa sopperire a quello più utilizzato. In questo post le foto del giardino sono più grandi: viewtopic.php?f=7&t=25013&hilit=giardinetto&start=22 se riesco posto quelle del giardino finito [CLAEFRA http://www.matrimonio.it/forum/viewtopic.php?f=33&t=41647]

Il Divulgatore incarna la dimensione sociale dell’homemaking. Il Divulgatore è colui che intende il fai-da-te anzitutto come una pratica sociale, da condividere e costruire collettivamente. Per questo è molto attivo nel diffondere news sul fai-da-te.
Dopo un anno di pensata , altri sei mesi per aver voglia di disegnarlo , altrettanti di attesa dal mio fornitore ecco la soluzione adottata. Se qualcuno è interessato posso passargli il disegno Autocad da inserire in un taglio laser , si piega l’acciaio ed il tutto è pronto .Il sistema è pensato in modo da modulare/ottimizzare gli spazi a piacere per riporre diverse paia di sci di dimesioni diverse. Appeno lo installo a parete posterò altre immagini. Buona neve a tutti [Antg66http://www.skiforum.it/forum/discussioni-generali/44046-bricolage-skifoso-3.html]

 

Patch_work_identità

 

L’ethos dell’Homemaking

La web tribe degli Homemaker è unita da un ethos comune, che si articola nelle dimensioni: economica, creativa, famigliare, filosofica, eco-sostenibile, pragmatica e sociale. Sostanzialmente gli homemaker costituiscono una community of practice, ovvero un aggregato sociale dove lo scambio di conoscenza prende filosoficamente il posto dello scambio di beni di mercato.

Indipendentemente dai diversi campi in cui si concretizza la pratica dell’homemaking, l’ethos condiviso è il collante delle identità tribali. Perché comprare una cosa se posso imparare a farla? Perché non adattare i prodotti alle nostre esigenze? Perché non fare tutto ciò collettivamente, scambiandoci consigli e competenze?

L’ethos si palesa narrativamente nella soddisfazione del “fare con le proprie mani”. Si tratta di un riprendere il contatto con il mondo: sociale, naturale ed interiore. Il fai-da-te diventa così una “cura collettiva” per riavvicinare alla concretezza del “fare” una vita portata fuori strada da consumismo, inquinamento ed individualismo, in “an endless crisis environment”.

 

Articolo di Alessandro Caliandro, Massimo Airoldi e Corina Iamandi

 

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  • FinestraFaiDaTe

    Non avevo mai letto una netnografia, molto utile. Ma, se posso permettermi, vorrei porre l’attenzione sul settore “al femminile” del fai da te, poichè spesso esula dal contesto homemaker e tratta argomenti femminili come la cosmesi e la bigiotteria e spesso si confonde con il “fai da te” inteso come bricolage.