La nuova scienza – Le città come dei network

Tradizionalmente, le città sono considerate come la somma dei luoghi che le definiscono: edifici, monumenti, piazze, parchi ecc. Nel libro “The New Science of Cities“, Michael Batty argomenta che probabilmente sarebbe maggiormente produttivo immaginarsi le città come flussi, connessioni e relazioni – in altre parole come network. Luoghi quali Times Square o il Campo Eliseo non sono grandi, famosi o pieni per le loro indubbie qualità intrinsece, ma perchè sono al centro dell’intersezione tra i movimenti delle persone, il benessere, le informazioni ed il potere.

An aerial view of the City of London by  photographer Jason Hawkes

An aerial view of the City of London by photographer Jason Hawkes

I “flussi” non sono solo connettori tra queste locations importanti. Piuttosto, questi luoghi sono importanti perchè, almeno in parte, sono al centro di quell’intersezione di cui sopra.

Città e flussi Urbani

Quando pensiamo ai flussi urbani ci immaginiamo il traffico, i pendolari, invece possono essere considerati anche oggetti più astratti (informazioni, benessere, potere) piuttosto che entità di lungo periodo (dati demografici, infrastrutture, usi del suolo).

Nathan Yau’s visualisation of RunKeeper data showing running routes around London. View the full set on FlowingData.

Nathan Yau’s visualisation of RunKeeper data showing running routes around London. View the full set on FlowingData.

Queste idee non sono nuove, metafore di flussi ne sono sempre esistite ed esisteranno in abbondanza nel linguaggio comune quando scriviamo o parliamo delle città. Per esempio nelle storie di Sherlock Holmes, Mr Watson, di ritorno dalla Guerra in Afganistan, si ritrova attratto dalla Piccaddilly Circus, quella cloaca verso la quale tutti i pigri ed i fannulloni dell’Impero sono irresistibilmente risucchiati.

Ernst Georg Ravenstein’s currents of migration

Ernst Georg Ravenstein’s currents of migration

C’è probabilmente molta più realtà in questa immagine di quanto Conan Doyle credesse. Una famosa mappa del diciannovesimo secolo, di  Ernst Georg Ravenstein, mostrava “le migrazioni contemporanee” intorno alle Isole Inglesi, con persone risucchiate dalle città maggiori.

Città e network analysis

Vedere le città come network ci permette di usare lo strumento della network analysis, assumendo concetti quali “centro” e “periferie“, centralità e moduli. Batty spiega che la comprensione delle intersezioni tra network differenti sarà la chiave per la comprensione delle città. Le città, come molti altri tipi di network,  sembrano modulari, gerarchiche, praticamente simili anche se su scale diverse. E’ spesso detto che Londra sia composta da una serie di villaggi, con le loro proprie periferie ed i propri centri, ma ciò si ripete anche quando si “zoomma” avanti o indietro e si guarda alle relazioni tra le città. Qualcuno potrà notare questo anche nel modo in cui l’influenza di Londra si estende su tutta l’Europa, o nella maniera  in cui una serie di città tra loro connesse, o megalopoli, stanno crescendo in posti quali la costa Est degli USA, o la cintura “Taiheiyō” in Giappone, o il delta del fiume River in Cina. La nuova scienza delle città può essere meno orientata ai luoghi e focalizzarsi maggiormente sulla metodologia che sugli insight, ma è un abbecedario utile su un affascinante e produttivo modo di pensare alle città dove ormai più di metà della popolazione mondiale vive Tradotto liberamente da: “The City As Network” Un modo di pensare “out of the box” che potrebbe dovrebbe essere utilizzato spesso, non credete? …E le potenziali implicazioni sembra interessanti.

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