Shared-Transport: un’analisi di benchmarking

Shared-Transport: un’analisi di benchmarking

 

In quest’articolo presentiamo un’analisi di benchmarking relativa ai principali servizi di car-sharing e car-pooling maggiormente utilizzati in Italia e focalizzata sulle caratteristiche di ciascun servizio.
I servizi considerati sono BeeCar, BlaBlaCar, Car2Go, Enjoy, EQSharing, E-Vai, GuidaMi, Roma Car Sharing, Twist ed Uber. Mentre le caratteristiche, analizzate e comparate, offerte dai vari player sono 15 e sono state estratte dopo l’analisi dei player tramite uno studio dei rispettivi siti e di altro materiale informativo via web. Ciò che ne è risultato viene sintetizzato in una Infografica che mostra quale tipo di servizio è offerto e da chi.

 

Shared-Transport

I termini Car-Sharing e Car-Pooling negli ultimi anni sono diventati termini di uso comune e derivano direttamente da quelli di Sharing-Economy e dal più circoscritto movimento di Shared-Transport.
Il concetto di condivisione è stato ampiamente, e spesso impropriamente, utilizzato per descrivere nuove realtà economiche che focalizzano la loro attenzione sull’economia collaborativa ed eco-sostenibile in cui il web gioca un ruolo fondamentale. «Nell’economia delle idee, quello che il web sta creando è che “tu sei quello che condividi”» (Leadbetter 2009)1. Nell’ottica delle politiche di mobilità sostenibile, un bene privato come l’automobile passa da bene di consumo a quello di servizio.

A livello individuale lo sharing e l’interesse personale vanno di pari passo, in modo che tutti gli attori coinvolti in questa attività abbiano un guadagno, dato che un servizio del genere non funzionerebbe se basato su una mera logica altruistica: «la promessa della sharing economy non è quella di superare l’interesse personale ma riguarda l’integrazione tra questo è il bene comune» (Belk 2014)2. Più nello specifico i servizi di car-sharing, si distinguono da quelli di pooling perché prevedono una transazione con un’azienda o società che offre un servizio di trasporto specifico, secondo varie modalità. In cui il privato, tramite App o altro canale, richiede il servizio dell’auto in comodato d’uso oppure utilizza servizi paragonabili a quelli offerti dai taxi. Il car-pooling invece rispecchia la teoria più pura di collaborative consumption, nella quale i privati si accordano per la divisione del bene (la macchina in questo caso) per un risparmio dei costi derivanti dal suo utilizzo. I punti di forza di questo tipo di servizi riguardano:

– La riduzione dei prezzi derivanti dalla proprietà di un veicolo privato
– La riduzione del livello di stress che l’utilizzo di un’auto in città spesso causa (specialmente in città fortemente urbanizzate e densamente popolate).
– L’impatto ambientale. Il fatto che una sola auto possa proporsi come un servizio per più persone ne riduce infatti l’impatto ambientale, poiché il veicolo viene usato al massimo delle sue possibilità evitando così l’inserimento in circolo di un altro veicolo.

Questi punti chiave sono ricorrenti in tutti i claim utilizzati dagli attori analizzati. Attori che sono stati analizzati tramite una sistematica lettura dei loro siti web, in cui ci si è focalizzati su come essi stessi presentano i rispettivi brand e le motivazioni economico-culturali che li hanno spinti ad adottare questa forma di attività economica.
L’analisi di benchmarking ha preso in considerazione quelli che sono i principali player italiani in questo momento, cercando di estrapolare gli aspetti più interessanti, le caratteristiche specifiche e i servizi offerti che condividono, o meno, trascrivendo il tutto in un’infografica di facile leggibilità.

 

Metodologia

I player analizzati sono stati 11: BeeCar, BlaBlaCar, Car2Go, Enjoy, EQSharing, E-Vai, GuidaMi, MyTaxi, Roma Car Sharing, Twist ed Uber. Ognuno di questi è assimilabile ad una delle due macro-categorie inizialmente descritte, Car-Sharing o Car-Pooling, con forme diverse, più o meno labili o congiungibili. Mentre le dimensioni dell’analisi prese in considerazione per l’infografica sono 15, ed ognuna di queste è stata estrapolata in base a come il brand stesso la presentava all’interno dei rispettivi siti web. Man mano che una caratteristica sembrava nodale nel servizio stesso veniva annotata e confrontata con tutte le altre estratte dai competitor. Spesso le dimensioni ricorrevano perché riferite, evidentemente, ad elementi comuni al mondo dello shared-transport; altre invece erano peculiari di un determinato servizio o implementate da un’azienda specifica – per questo motivo alcune categorie specifiche sono state accorpate in macro-categorie più ampie. Di seguito descriviamo le 15 dimensioni.

App: Possibilità di utilizzare un’App specifica per mobile che dia accesso al servizio.
Cashless: Transazione per il pagamento del servizio con carta di credito/debito da mobile tramite l’App, senza necessità di pagamento in contanti.
Preventivo Costo: Possibilità di avere un preventivo, più o meno dettagliato, della spesa complessiva che si affronterà una volta scelto il servizio.
Divisione Costo: Possibilità di dividere il prezzo del servizio con altri utenti, in modo equo.
Differenti Veicoli: Il parco auto offerto dal servizio è vario, perciò è possibile scegliere quale tipo di vettura utilizzare.
Soluzione Business: Il servizio offre una soluzione specifica per il mondo del business e delle aziende.
Tariffa a Minutaggio: Il calcolo del prezzo finale del servizio si basa sul minuto ma può intrecciarsi a tariffazioni kilometriche.
Tariffa Oraria: Il calcolo del prezzo finale del servizio si basa sull’ora ma, anche questa, può intrecciarsi a tariffazioni kilometriche.
Tariffa Giornaliera: Il calcolo del prezzo finale del servizio si basa su 24 ore e tendenzialmente la cifra rimane senza l’aggiunta di tariffazioni a kilometraggio.
Free Floating: Possibilità di parcheggiare l’auto, a fine servizio, in un punto qualsiasi della zona urbana coperta dal servizio, tenendo naturalmente conto del codice della strada.
Parcheggi Convenzionati: Il termine del servizio deve essere effettuato, o può se prevede anche il free floating, in uno degli appositi parcheggi convenzionati dalla società che offre il servizio.
Mobilità in Città: Questa categoria incorpora più sotto-categorie che prevedono almeno uno delle seguenti possibilità, cioè: parcheggiare su strisce blu e/o gialle, accedere alla ZTL (zona a traffico limitato) ed accedere alle corsie preferenziali.
Veicolo Eco-Friendly: Il veicolo in questione è elettrico oppure a basso impatto ambientale (Euro 5 o Ibridi).
Prenotazione oltre App: Possibilità di accedere al servizio tramite modalità diverse dalla registrazione con App; che sono sia la prenotazione via web oppure chiamando un numero verde. Alcuni offrono anche la possibilità di prenotare il servizio da uno dei loro punti informazione.
Profilazione Utente & Feedback: L’iscrizione al servizio prevede la creazione di una scheda utente che può esser costantemente aggiornata. Inoltre, tramite App o web, è anche possibile lasciare commenti sul servizio o su altri utenti (ricevendoli a propria volta).

 

Analisi dei Player

BeeCar: Il servizio di Sharing è presente solo nella città di Napoli, e momentaneamente è l’unico presente (anche se è presente in fase beta un altro player, Ci.Ro.). BeeCar si distingue dagli altri servizi diffusi a livello nazionale perché la sua flotta è composta unicamente da macchine elettriche Renault, con un’autonomia di 80 km. Il servizio punta a migliorare la viabilità in una città che è particolarmente sovrappopolata e dalla viabilità problematica. BeeCar non offre un servizio di free floating, per cui le auto prese in servizio devono essere sempre riconsegnate in uno dei point presenti sul territorio. I costi sono a tariffazione oraria che parte nella prima ora da 15 centesimi per salire a 20, nella seconda, 25 alla terza e così via.

BlaBlaCar: È praticamente l’unico servizio di Pooling presente nella lista e momentaneamente funzionante sul territorio nazionale (sebbene esista ancora a livello embrionale “Muovity”, che è un progetto di car-pooling esclusivo della città di Palermo). Consente tramite la sua piattaforma web di mettere in contatto persone che offrono un passaggio con la loro macchina e persone che sono alla ricerca di un modo per spostarsi. La convenienza economica è indubbia perché entrambe le parti risparmiano su qualsiasi tratta; i conducenti dividono le spese di viaggio e i passeggeri riescono ad affrontare un viaggio con un costo più basso rispetto a qualsiasi altro mezzo. Importantissimo in questo caso è l’aspetto di condivisione e partecipazione, che è l’elemento più significativo dei servizi della sharing-economy. Ogni utente, sia conducente che passeggero, ha un profilo personale sul sito di BlaBlaCar che permette a tutti di vedere i feedback ricevuti dagli altri utenti in base alle precedenti esperienze di viaggio.

Car2Go: L’internazionalità dell’azienda è un punto fondamentale, poiché offre la possibilità con il proprio abbonamento di accedere allo stesso servizio in altre città estere dove è presente, previa l’attivazione della tessera per la città non italiana d’interesse. La flotta auto è composta esclusivamente da Smart; una scelta non casuale, optata per agevolare il movimento in città grazie alla taglia ridotta del veicolo. Se alla riconsegna, in free floating, la macchina è a secco si può scegliere di fare rifornimento ricevendo così un bonus in minuti. Il costo a minutaggio è di 29 centesimi, che non diminuiscono durante i periodi di sosta del veicolo, e che vengono aggiunti dopo i primi 50 km. Inoltre Car2Go offre la possibilità di dividere il prezzo del servizio con un altro utente registrato, il tutto direttamente dall’app.

Enjoy: Servizio di car-sharing creato da Eni e che permette di usufruire di un grande parco auto a Milano ma anche in altre città italiane, come Firenze, Torino e Roma. Le auto sono in free floating e spesso ci sono anche parcheggi convenzionati in zone specifiche della città (per esempio all’aeroporto di Linate a Milano). I prezzi a minutaggio sono di 25 centesimi, con un abbassamento del prezzo a 15 centesimi durante i periodi di sosta dell’auto, ma con un surplus, superati i primi 50 km, di altri 25 centesimi/ora. È possibile usufruire di una tariffa giornaliera che è di 60 €. Le auto sono in tutte le città principalmente delle fiat 500 e in numero minore delle fiat 500L.

EQSharing: È il servizio di car-sharing elettrico del comune di Milano, che nelle intenzioni progettuali cerca di integrare il sistema di trasporto pubblico. Con queste vetture non è possibile lasciare il territorio urbano e la loro autonomia è pari a soli 40 km. Le vetture sono necessariamente legate alle isole digitali dove devono essere riparcheggiate dopo l’utilizzo per la ricarica. Il costo è di 13 centesimi al minuto.

E-Vai: È il servizio di car-sharing creato dalla regione Lombardia in collaborazione con il Gruppo FNM. Tutte le vetture messe a disposizione sono auto elettriche oppure auto a basso impatto ambientale, e formano la flotta più variegata offerta tra tutti i servizi di sharing analizzati. La mobilità offerta dal servizio, siccome ricopre gran parte del territorio lombardo, è diversificata da città a città. Dal seguente link è possibile visionare una tabella con tutte le città in cui è presente il servizio e in quali è possibile parcheggiare su strisce blu e/o gialle, accedere a ZTL o a corsie preferenziali e via discorrendo. Ogni auto va riconsegnata in un apposito parcheggio.

GuidaMi: Complementare ad EQSharing e al servizio pubblico della città di Milano, prevede una flotta ampia e diversificata per cui si applica una tariffazione oraria particolare in base al veicolo scelto (i prezzi variano dalla categoria economy che è di 2,20 € ai 3,00 € per la categoria cargo); è inoltre possibile effettuare abbonamenti giornalieri (45,00 € per la categoria economy fino ai 90,00 € per quella cargo). Grazie alla convenzione con IoGuido, società di car-sharing nazionale, è possibile spostarsi in tutta Italia ed anche all’estero.

Roma Car-Sharing: Servizio ad opera del comune di Roma e “Roma per servizi per la mobilità srl” che, come per GuidaMi, integra il servizio di trasporto pubblico. Gli abbonamenti presenti per tariffa sono a “fascia oraria”, la prima fascia va dalle 7.00 alle 24.00 mentre la seconda va dalle 24.00 alle 7.00, è prevista poi un’altra fascia per il weekend ed i festivi; un ultimo tipo di tariffazione è infine quella chilometrica (fino ai 150 km e dai 150 km in poi).

Twist: È una società nata a Milano che offre un elevato parco auto, composto però da una sola tipologia di vettura, la Volkswagen Up. Il costo è pari a 27 centesimi al minuto e si riduce durante i periodi di sosta a 17. Se al momento della riconsegna, in free floating, la macchina dovesse essere a secco, Twist come Car2Go, offre minuti gratis in cambio del pieno.

Uber: Il servizio è assimilabile a quello di sharing e permette di collegare utenti e autisti tramite un’App. Attraverso questa avviene una profilazione di entrambe le parti in modo tale da rendere il servizio più trasparente possibile: grazie soprattutto alla possibilità di lasciare commenti e feedback il servizio riesce a migliorarsi col passare del tempo e a garantire un servizio più sicuro ed affidabile. Esistono varie tipologie di macchine richiedibili in base alle necessità e al prezzo. Esiste una soluzione apposita per il business che può essere personalizzata in base alle necessità dell’azienda richiedente il servizio. Inoltre il servizio oltre che a Milano è presente sul territorio nazionale, anche a Genova, Padova, Roma e Torino, oltre che in svariate città estere.

In infografica è possibile osservare la presenza o meno delle caratteristiche precedentemente descritte per ogni brand preso in considerazione.

 

Shared-Transport: un’analisi di benchmarking

 

Conclusioni

Il termine sharing in tutti questi servizi è ampiamente utilizzato ma, come accennato all’inizio dell’articolo, spesso si discosta dal concetto iniziale a cui è legato. La condivisione è un elemento spesso accentuato anche nelle logiche interne al web e ai social network, anche se secondo alcuni studiosi il framing in cui viene posizionato il concetto di sharing mistifica spesso transazioni enormemente redditizie di attori privati. Questo naturalmente non sottrae nulla alla bontà di un servizio che ha i suoi risvolti oggettivi nella vita quotidiana delle persone. I vantaggi acquisiti dalla sharing-mobility sono reali e sono alimentati sempre di più dalla partecipazione che diventa a sua volta un modello di business; cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Quelli qui elencati sono solo alcuni dei tanti partecipanti al mercato della sharing-economy.
Svariate realtà, ancora in fase beta, stanno nascendo per confrontarsi in un mercato che sembra essere abbastanza recettivo e dinamico, come a voler emulare in modo metaforico il mondo dei trasporti su cui si basa. Tra queste nuove realtà citiamo: Dryfe, una sorta di car-sharing tra privati; Muovity, il servizio di car-pooling esclusivo della città di Palermo; Ci.Ro, il nuovo servizio di car-sharing ecologico in accordo col comune di Napoli. Queste sono tutte nuove realtà dal grande potenziale immerse in un mercato in espansione, nonostante la presenza dei vari competitor già esistenti. Esistono anche realtà più piccole che sono comunque vive ed utilizzate, come il servizio di car-sharing che il Politecnico di Milano offre ai suoi studenti e al personale in modo del tutto gratuito.

In sostanza quello che emerge è che la mobilità cittadina non è mai stata così social ed attenta alle tematiche ambientali e di collaborazione come fin ora, per lo meno in Italia. Ogni veicolo condiviso, ogni risparmio in termini di utilizzo, ogni forma di collaborazione e condivisione sono piccole migliorie aggiunte al contesto della mobilità urbana.

Articolo di Luca Vecchio (@alunnoribelle)

Note
1. Leadbeater C. (2009), We-Think: Mass Innovation, Not Mass Production, London: Profile Books.
2. Belk R. (2014), ‘Sharing Versus Pseudo-Sharing in Web 2.0’, Anthropologist, 18(1): 7-23.
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